«La grande partecipazione alla nostra iniziativa giornata di oggi (22 aprile, ndr) dimostra che lavoriamo bene e con professionalità in Albania da diversi anni». Marco Petrini, presidente del Magis, non nasconde l’entusiasmo nel raccontare il convegno “La disabilità uditiva nel bambino: tra terapia medica e integrazione sociale” che si è tenuto a Tirana lo scorso 22 aprile in occasione delle celebrazioni dei 20 anni della cooperazione italiana in Albania.
In Albania, paese facente parte della Provincia di Italia della Compagnia di Gesù, il Magis è impegnato dal 2001 in diversi progetti volti al recupero del deficit uditivo dei bambini sordi: da un lato attraverso l'applicazione di protesi acustiche, dall'altro con la realizzazione di un laboratorio teatrale integrato dove per la prima volta ragazzi non udenti dell’Istituto di Tirana hanno lavorato assieme ad un gruppo di alunni loro coetanei provenienti da altre scuole statali della città. Da questo successo, rivelatosi un formidabile strumento educativo sulla tematica dell’handicap minorile, è nato un progetto di Educazione allo Sviluppo che ha riproposto lo spettacolo teatrale in alcune scuole di 4 città italiane (Milano, Torino, Roma e Bari) e due albanesi (Scutari e Fier).
Nel 2008 è partito un nuovo progetto triennale, finanziato, come i precedenti, dal Ministero degli Affari Esteri, che punta dritto alla radice del problema: diagnosticare precocemente la sordità infantile attraverso lo screening auditivo neonatale presso le strutture sanitarie delle principali città albanesi. «Ma il nostro impegno non si ferma qui, anzi siamo chiamati a metterci quel magis che ci contraddistingue», è convinto Petrini. Intanto il lavoro del Magis ha fatto breccia nelle istituzioni albanesi. Al convegno erano infatti presenti la moglie del presidente della Repubblica d’Albania, Teuta Topi, il Ministro della Sanità, Petrit Vasili, il Vice Ministro del’Educazione, Nora Malaj, il Vice Ministro del Lavoro, Filloreta Kodra, e e tanti direttori e responsabili dei tre ministeri. Presente anche il nunzio apostolico Ramiro Moliner Inglés.
Molti di loro sono intervenuti nel corso del dibattito e hanno riconosciuto «l’importanza e la validità del progetto in corso», spiega ancora Petrini. In particolare la moglie del presidente della Repubblica ha lanciato un appello affinché si intensifichi lo sforzo di tutti gli attori coinvolti «a sensibilizzare le famiglie sui temi del progetto attraverso i canali di comunicazione».
C’è chi poi ha addirittura proposto di presentare proposte di legge perché sia previsto l’inserimento dei non udenti nelle scuole. «Siamo molto felici se le idee nate durante il convegno si concretizzassero nel futuro prossimo. Inoltre leggiamo queste parole come un apprezzamento per l’esperienza pilota di inserimento di 2-4 bambini audiolesi all’anno nelle scuole pubbliche di Tirana e Fier con il supporto di tutors e insegnanti di sostegno che stiamo portando avanti con il nostro progetto. È la prima volta che in Albania una forma di integrazione scolastica programmata», osserva ancora Petrini. Il Magis non è solo in questo cammino. Preziosa e indispensabile è la collaborazione con le suore che gestiscono l’Istituto Effata a Plane, nel nord dell’Albania, che hanno grande esperienza di integrazione scolastica.
«Il viaggio in Albania mi ha anche permesso di visitare le altre realtà dei gesuiti che il Magis sostiene ormai da diversi anni. A partire dalle numerose iniziative dei 4 padri gesuiti in loco, padre Buffa, Iacuzzi, Desroi, e Bisha, unico gesuita albanese. E anche il liceo Liceo Pjetër Meshkalla di Scutari dove i lavori di costruzione proseguono splendidamente».

